Caravaggio, Giordano Bruno e l'invisibile natura delle cose

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L'Asino d'oro edizioni, 2011 - Art - 181 pages
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Intorno al 1596 sia Caravaggio sia Giordano Bruno respirano l'aria di Roma: l'uno è sulla strada per intraprendere una brillante carriera artistica, l'altro è prigioniero dell'Inquisizione pontificia già dal 1593. Se è poco probabile che Caravaggio si dedicasse a letture filosofiche, è sicuro che Bruno, nella sua cella delle carceri del Sant'Uffizio, non vide mai un quadro di mano del Caravaggio. Eppure, a dispetto di esistenze cosi separate, l'autrice ben ci racconta come i due uomini furono accomunati da un approccio al reale in contrasto col principio d'autorità vigente nella cultura coeva e incentrato sull'esperienza personale e diretta del mondo, trasformato in un universo di immagini, che adombrano verità più profonde. Per il filosofo, il pensiero umano è come un pittore. Per l'artista, le immagini sono un modo di pensare. Prefazione di Claudio Strinati e Michele Ciliberto.
 

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Contents

Claudio Strinati e di Michele Ciliberto
9
Introduzione
15
vista degli occhi e visione interiore
61
pittura pensiero immagine
107
Per un dibattito critico su Caravaggio e Giordano Bruno
145
Bibliografia
173
Referenze iconografiche
181
Copyright

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